Caso Schwazer: indagine email rubate alla IAAF da hacker Fancy Bears coinvolge il giornalista Nando Sanvito?

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La polizia svizzera stringe il cerchio intorno a Fancy Bears, ma potrebbero arrivare altre novità dall’Italia. E’ di poche ore fa la notizia dell’avvio di una indagine elvetica sugli attacchi informatici ai danni della WADA da parte del fantomatico gruppo di hacker russi. I procedimenti, avviati a marzo 2017 ma di cui si viene a conoscenza solo ora, vengono condotti “con l’accusa di spionaggio politico” a carico di due spie russe già arrestate in Olanda (ed estradate in Russia) a seguito di un’operazione congiunta di intelligence tra Gran Bretagna, Svizzera e Paesi Bassi. La vicenda degli hacker ha però un risvolto tutto italiano, che potrebbe aprire un nuovo filone di indagine nel nostro paese.

Venerdì scorso è stato l’avvocato Gerhard Brandstätter (difensore di Alex Schwazer nel secondo procedimento penale a suo carico dopo l’ultima squalifica doping del 2016) a presentare al giudice Walter Pelino copia di una email tra un funzionario IAAF ed un consulente legale, sostenendo che sarebbe una prova del complotto ai danni del suo assistito. Si tratta quindi di corrispondenza tra un legale IAAF e il proprio cliente (la IAAF stessa), mai ammissibile agli atti di un’indagine, ma bisogna anche ricordare che quella email è il frutto dell’attacco informatico (con furto di 23 email specifiche) compiuto da Fancy Bears ai danni della IAAF ad inizio del 2017, quindi sarebbe sorprendente se il giudice prendesse in considerazione del materiale inconsistente nei contenuti, di dubbia attendibilità ma soprattutto di provenienza illecita.

La vicenda delle email rubate però potrebbe coinvolgere anche il giornalista di Mediaset Nando Sanvito, che il 28 giugno 2017 pubblicò per primo un articolo sul contenuto delle stesse, ben 7 giorni prima della loro diffusione sul sito degli hacker, avvenuta il 5 luglio 2017 (come conferma un loro post su twitter con relativo screenshot). Nell’articolo in questione, Sanvito parlò dettagliatamente del contenuto di queste email, scrivendo che stavano “girando in alcune redazioni giornalistiche dei file sottratti … al sistema informatico della IAAF da un blitz di Fancy Bear”; questa affermazione però sarebbe priva di riscontri in quanto il giornalista brianzolo fu l’unico a scrivere di tali contenuti, ed infatti gli altri media che trattarono della vicenda in quei 7 giorni, usarono il suo articolo come unica fonte proprio perché le email non erano a disposizione. Fu solo dopo l’effettiva pubblicazione delle email, ovvero dal 5 luglio 2017 in poi, che gli altri media cominciarono a pubblicare articoli originali.

I 7 giorni di anticipo dello “scoop” di Nando Sanvito sull’effettiva disponibilità di queste email, possono aver fatto insospettire gli investigatori monegaschi che, dopo denuncia della IAAF a seguito del furto delle email ad inizio 2017, avevano già allora aperto una inchiesta parallela a quella svizzera per far luce sulla vicenda, in quanto la stessa diffusione di email specifiche sul caso Schwazer, anche se dal contenuto irrilevante, farebbe ipotizzare un attacco mirato degli hacker. Inoltre la preveggenza di un unico giornalista (molto vicino allo staff dell’ex atleta altoatesino) potrebbe indicare l’esistenza di un canale preferenziale con gli hacker se non un contatto diretto. A rafforzare questa ipotesi un dettaglio notato solo in questi ultimi giorni: sul sito degli hacker la data di pubblicazione delle email è stata stranamente modificata anticipandola al 22 giugno 2017 (la variazione risulterebbe essere stata eseguita il 22 agosto 2017), come se si volesse coprire una pubblicazione “frettolosa” di Nando Sanvito. I rappresentanti della IAAF in queste ore starebbero proprio avendo un incontro con gli inquirenti per fare il punto della situazione.

 

Aggiornamento del 20 settembre 2018: apprendiamo quanto riferito dalla notizia pubblicata oggi sempre su ilsussidiario.net . Abbiamo inviato una email al Direttore di ilsussidiario.net per avere i riferimenti di Nando Sanvito e proporgli una intervista in cui avrà il diritto di replicare. Al momento non abbiamo ancora ricevuto risposta

 

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