Prof. Giardina: “DNA urine Schwazer non è anomalo ed è solo suo”

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Nell’euforia generale trasmessa “a reti unificate” dal gruppo editoriale RCS, giornali e televisioni che parlano del caso Schwazer hanno concesso spazio pressoché nullo alla voce di World Athletics (ex IAAF), parte civile contro l’ex atleta altoatesino tutt’ora squalificato per doping fino al 2024 ed indagato penalmente appunto a causa della positività al testosterone del 2016. In un processo che non è ancora iniziato e forse mai inizierà, siamo ancora alle indagini preliminari da 4 anni e la palla è passata al PM Giancarlo Bramante, che nelle prossime settimane valuterà se proporre al GIP Walter Pelino di avviare il processo o richiedere l’archiviazione del caso. In questa vicenda World Athletics ha scelto come perito di parte il Prof. Emiliano Giardina, genetista dell’Università di Roma Tor Vergata, noto per il suo ruolo tecnico scientifico nelle perizie di ricerca e verifica di tracce biologiche di numerosi casi di cronaca nera, tra i quali quelli degli assassinii di Yara Gambirasio e di Meredith Kercher. Siamo riusciti contattare il Professore che si è reso subito disponibile a rispondere alle nostre domande.

Buongiorno Professore. Immagino che l’avranno già chiamata tanti giornalisti per sapere il suo parere.
“Affatto, siete stati primi e gli unici a chiamarmi insieme con il Fatto Quotidiano”

I giornali parlano di DNA anomalo, non umano ed addirittura alieno. È così?
“Naturalmente no, i titoli dei giornali sono esagerati. La quantità di DNA nelle urine di Alex Schwazer non è così alta da essere considerata anormale. Basta ricordare che nell’urina di uno dei soggetti usati per i test di comparazione del RIS è stata trovata una concentrazione di DNA di 8500 pg/ul (picogrammi/microlitro)”

Può essere più preciso senza entrare troppo nel tecnico?
“Il DNA nelle urine umane deriva dalla presenza di residui di emazie, cellule epiteliali ecc. La quantità è variabile nel singolo individuo e tra gli individui. Non necessariamente è sintomo di patologie. È possibile anche la presenza di residui di liquido seminale. In ogni caso la quantità di materiale genetico nelle urine non è un parametro molto studiato… un motivo ci sarà”

Molti sportivi (allenatori e atleti) che ci hanno contattato si stupiscono del fatto che non si è mai parlato dell’ipotesi di microematuria dopo esercizio fisico, condizione frequente ed assolutamente benigna che sparisce anche in 24 ore e può essere dovuta ai ripetuti traumi sul rene o sulla vescica di corridori e ciclisti. E si sa che Schwazer oltre a fare lunghi ed intensi allenamenti, integrava spesso con sedute in bicicletta in casa sui rulli. Inoltre, Schwazer ha recentemente dichiarato a SKY che il giorno del prelievo antidoping (1° gennaio 2016) era reduce da 40 Km di allenamento. Potrebbe essere una spiegazione per l’aumento del suo DNA nelle urine ?
“È una delle possibilità. Cercare di trovare una spiegazione è un esercizio difficile. La sperimentazione condotta dimostra che la quantità di DNA nelle urine di Alex Schwazer è assolutamente riscontrabile nella popolazione umana sana.”

Mi perdoni la doppia negazione, quindi secondo lei nulla di non fisiologico?
“Assolutamente nulla di non fisiologico”

In tribunale c’è stato scontro tra lei e il Colonnello Lago? Il campione di 37 persone usato da Lago per la perizia del RIS non è troppo ridotto?
“Il Colonnello Lago è un genetista esperto, che stimo e continuo a stimare. Non siamo d’accordo sull’interpretazione dei dati della sua sperimentazione. Capita tra scienziati.”

Veniamo all’ipotesi che tanto scalda i giornali nostrani. Prendiamo un’urina “dopata” di un soggetto, la passiamo sotto i raggi infrarossi per annullare il suo DNA, poi ci aggiungiamo l’urina concentrata di Alex Schwazer con tanto DNA da coprire eventuali residui altrui. A parte il coinvolgimento di decine di persone di varie nazionalità e ruoli, tutto ciò è fattibile?
“Nei processi di solito si cerca la presenza di DNA di uno o più soggetti, non la quantità. L’urina contenuta nel campione B analizzata dal Colonnello Lago si trovava nel medesimo contenitore che è stato chiuso in presenza dell’atleta o dei suoi consulenti. All’interno di questa urina, con il rispetto del contradditorio, è stata trovata una sostanza dopante e un unico DNA: quello di Alex Schwazer. La sperimentazione del Col. Lago, che ribadisco è stata condotta con rigore scientifico e professionalità, dimostra che la quantità di DNA rilevata nell’urina di Alex Schwazer poteva essere superiore al momento del prelievo, ma che debba ritenersi un valore riscontrabile nella popolazione umana.”

Ultima domanda. Mettiamo che io sono soggetto ad un controllo delle urine e riesco a far cadere un po’ della mia saliva all’interno della provetta che le raccoglie. Riuscirei così ad aumentare la concentrazione del mio DNA in esse?
“No questa è un’ipotesi da escludere. Così come, onestamente, quelle ventilate dalla difesa sulla presunta possibilità di alterare le urine in un contenitore sigillato. Le ipotesi devono essere verosimili. Queste non lo sono.”

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